Dopo gli straordinari esercizi di lifting sul cadavere di Bettino Craxi in cui si sono prodotti i più autorevoli luminari del grande Partito dell'Amore nell'ennesimo (e a quanto pare nuovamente vano) tentativo di trasformare l'illustre latitante in uno statista a dieci anni di distanza dalla sua morte, ecco che i bisturi tornano ad occuparsi del "look" dei vivi ed in particolare dei loro processi.Non che la riesumazione della salma del presunto esule sia stata il frutto di un improvviso raptus collettivo di necrofilia o abbia rappresentato un'iniziativa estemporanea e fine a sè stessa. Tutt'altro.Risulta infatti evidente come la riabilitazione e la conseguente beatificazione di Bettino Craxi siano funzionali ai galantuomini che dicono di rappresentare gli italiani per almeno due ragioni.Innanzitutto lo sdoganamento della figura del "Cinghialone" darebbe il definitivo colpo di spugna al ricordo, forse un po' vago, ma ancora vivo, del marciume che infestava la Prima Repubblica e dell'indignazione popolare che si scagliò sui ladri di Stato, con l'effetto di far apparire normali e soprattutto accettabili le porcherie che contraddistinguono la cosiddetta Seconda Repubblica.In secondo luogo, riuscendo a spacciare un pregiudicato latitante per una vittima dei giudici, gli stessi giudici che nei loro proseliti mirano a rovesciare un governo democraticamente eletto dal popolo, troverebbero nuovo slancio nell'attacco in corso alla Giustizia.Archiviate così le commemorazioni televisive ed istituzionali dedicate al grande statista, tra cui spiccano l'ultimo, delirante "editoriale" del sempre più improponibile direttore del Tg1 Minzolini, il commuovente discorso del Presidente del Senato Schifani ed il comunicato del Presidente della Repubblica, su cui è meglio stendere un velo pietoso, e registrati i pellegrinaggi ad Hammamet di ex dirigenti del vecchio Psi e di importanti esponenti e ministri dell'attuale maggioranza come Cappuccicchitto, vittima di un improvviso vuoto di memoria (sembra infatti avere totalmente rimosso il doloroso ricordo della sua emarginazione dai vertici del Psi proprio ad opera di Craxi, che vedeva di buon occhio la presenza del giovane virgulto nelle liste della P2, ma era ben lieto di intascare "finanziamenti" vari dal Maestro Venerabile Licio Gelli & Co.) ed in preda a preoccupanti lapsus freudiani (continua a confondere Craxi con Berlusconi, chissà perchè...), Brunetta, sindaco di Venezia in pectore (a tal proposito, si registrano già ondate di panico tra i gondolieri fannulloni, mentre sarebbe in fase di definizione un decreto per ovviare al problema dell'acqua alta, che metterebbe a serio rischio l'incolumità del futuro primo cittadino) in lacrime davanti alla tomba del latitante, Frattini, protagonista di un pregevole fotoromanzo reperibile sul sito del Ministero degli Esteri (ancora un po' di pazienza per il calendario), il Popolo del Lifting si è rimesso al lavoro per portare a termine la propria missione, sempre la stessa: garantire l'impunità al capo, che sarebbe anche l'Utilizzatore finale di questo teatrino, e possibilmente anche a qualcun altro.Un bel colpo di bisturi, o di maggioranza, che dir si voglia, e processo breve, o amputato, o morto, che dir si voglia, già approvato al Senato in attesa dei provvedimenti ammazza-Giustizia prossimi venturi, mentre le cosiddette "opposizioni" balbettano qualcosa e cercano il pizzo migliore da offrire a Mr. B. onde evitare che sfasci l'intero sistema giudiziario per salvarsi dal "plotone d'esecuzione", come dicono i suoi avvocati. A quanto pare i lifting sui vivi funzionano ancora meglio di quelli sui morti. Ma per quelli c'è ancora tempo... Per i vivi un po' meno.Cosimo TripaldiPubblicato su: http://glicerina.webatu.com/